L’iconografia generale del lampadario, i continui richiami alla concezione del Kòmos greco, alle dottrine pitagoriche mediate dalla dottrina pitagorica, consente di considerare questo reperto come un “raccordo” tra la disciplina etrusca e la cosmologia greca, una illustrazione per spiegare l’Universo conosciuto, inteso come l’insieme della sfera celeste, terrestere e infea.