Il Tumulo II del Sodo è un unicum nell’Etruria antica: è infatti l’unica tomba etrusca che conserva ancora in situ un altare monumentale decorato con sculture e motivi ornamentali risalenti agli inizi del VI secolo a.C.
L’imponente struttura, si presenta come una scalinata di dieci gradini con una balaustra scolpita e una piattaforma superiore, dove probabilmente si trovava un altare ligneo per i rituali. Le pareti laterali terminano con due gruppi scultorei spettacolari che rappresentano una lotta tra una leonessa e un guerriero, simbolo della tensione tra vita e morte, tra mondo terreno e aldilà. L’altare era il cuore delle cerimonie funebri: qui si svolgevano i riti di esposizione del defunto e le offerte agli dèi e agli antenati. Tutto il complesso testimonia il profondo valore spirituale e sociale dei culti etruschi dedicati ai morti.
La balaustra presenta una ricca e raffinata decorazione a palmette monumentali, con le ante laterali della gradinata che terminano in due imponenti gruppi scultorei raffiguranti una lotta tra una leonessa e un guerriero, a simboleggiare forse la lotta e la contrapposizione tra la vita e la morte. L’intera struttura, funzionale a cerimonie religiose e pratiche cultuali, doveva essere utilizzata specialmente in occasione delle cerimonie funebri per l’esposizione del cadavere e per tutti i rituali connessi con il funerale.
All’altare si accedeva tramite una gradinata, della quale sei dei nove gradini sono originali. con ante costituite da blocchi scolpiti con raffigurazioni di lotta fra due guerrieri armati di pugnale che tentano di colpire le fiere che li stanno stritolando. Le sculture simboleggiano probabilmente la lotta fra la vita e la morte. I paramenti laterali sono formati da un primo basso gradino aggettante, da tre filari completi, di cui il terzo desinente a becco di civetta, da un soprastante toro e da un successivo ricorso che presenta un becco di civetta rovescio.
Sono sormontati infine da tre monumentali palmette di cui una obliqua posta a far da connessione fra parapetto e gruppo scultoreo, connesso fra loro da elementi modanati. Questo è l’altare con i gruppi scultorei originali che oggi sono conservati al MAEC, come molti altri reperti rinvenuti lì, e si trovano in sala 4 al piano -2.
Gli scavi
Il monumentale altare etrusco per le celebrazioni funerarie è stato scoperto nel 1990 dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana. Si tratta dell’unica tomba etrusca a conservare tuttora in situ un altare con elementi scultorei decorati, databili agli inizi del VI secolo a.C. Lo straordinario Tumulo (o Melone) II del Sodo e una delle due tombe che lo compongono (la tomba 1) erano già note fin dal 1929 ma gli scavi, eseguiti a partire dal 1990, hanno portato alla luce il grande avancorpo monumentale interpretabile come una scalinata-altare costituita da una scalinata di dieci gradini, ornata da una balaustra laterale scolpita, e da un’ampia piattaforma soprastante, forse sede dell’altare ligneo.









