Scopri di più

Nel periodo ellenistico, tra la fine del IV e il II secolo a.C., Cortona vive un momento di grande cambiamento: gli Etruschi parlano ancora la loro lingua, ma seguono ormai usi e mode romane. La Tabula Cortonensis, ritrovata vicino alla città, racconta in etrusco la vendita di un terreno. Esposta al MAEC, è una straordinaria testimonianza della vita quotidiana e della transizione culturale di quel tempo.

Nel 1992, sette frammenti di bronzo furono consegnati ai Carabinieri, rinvenuti in località Le Piagge, presso Camucia. Sopra a queste lastre di bronzo, che costituiscono l’intero documento, erano presenti delle scritte su entrambe le facce. Complessivamente il documento che presenta 40 righe di testo e 206 parole è il terzo testo etrusco per lunghezza, dopo quello della Mummia di Zagabria e quello della Tavola di Capua. Si riconoscono due mani: uno scriba principale ha inciso le prime 26 righe del recto e tutto il verso; a uno scriba secondario si devono le ultime 6 righe del recto.

La tabula è riconosciuta come un importante atto giuridico, probabilmente legato a una compravendita di terreni, simile a un atto di in iure cessio del diritto romano, dove l’acquirente rivendica un terreno in presenza del venditore, del pretore e di testimoni.

Il contratto è composto da sette sezioni che trattano di: 

  1. Petru Scevaś cede terreni ai Cusu figli di Laris, con misure e beni in cambio.
  2. Il consorzio dei Cusu rivendica il terreno di Petru Scevaś.
  3. Viene elencato un gruppo di 15 testimoni (probabilmente di vario ceto sociale), con nomi e funzioni diverse.
  4. Registrazione delle parti principali dell’atto: Velche Cusu e i figli, Petru Sceva e la moglie Arntlei.
  5. Probabile riferimento alla trascrizione dell’atto, che potrebbe essere stato conservato in un santuario o archivio.
  6. Il pretore Lart Cucrina Lausisa con un consilium di 13 aristocratici formalizza l’acquisto del terreno.
  7. Dettagli di datazione e riferimento alla tabula, con menzione di terreni nel Trasimeno e archivi di famiglie aristocratiche.

L’iscrizione rivela alleanze politiche tra le famiglie e legami di parentela, con molti gentilizi e toponimi legati ai Cusu, che appaiono anche in vari monumenti funerari di Cortona, come la Tanella Angori e la Tanella di Pitagora. L’onomastica rivela come i Cusu, pur di origini modeste, siano riusciti a entrare nel circuito aristocratico grazie alla compravendita di terreni e matrimoni strategici. Vengono nominati almeno 32 uomini e 10 donne i cui nomi seguono varie formulazioni (bimembri o trimembri) con gentilizio, cognomen, prenome e patronimico, che aiutano a tracciare legami familiari e sociali riconducibili a specifiche aree di origine, come Cortona, Perugia, Chiusi e Asciano. La tabula riflette quindi anche le dinamiche politiche e territoriali del II secolo a.C., in un contesto di rafforzamento del potere delle gentes locali e alleanze interregionali.

Scarica, leggi e approfondisci