Profondamente legato a Cortona, sua città natale, Luca Signorelli vi fece costante ritorno nel corso della sua vita, allontanandosene solo per rispondere a importanti incarichi e commissioni. Qui fu protagonista non solo come artista, ma anche come figura attiva nella vita pubblica cittadina, intrecciando in modo saldo il proprio percorso biografico e professionale con quello della comunità cortonese.
Questo rapporto privilegiato ha lasciato un’eredità ancora oggi ben riconoscibile: Cortona custodisce infatti un nucleo significativo di opere autografe di Signorelli, alcune conservate nei luoghi per cui furono concepite, altre raccolte nei musei cittadini. Capolavori come la Deposizione nella chiesa di San Niccolò e il Compianto sul Cristo morto del Museo Diocesano rappresentano tappe fondamentali di un itinerario che si estende anche oltre le opere, nelle tracce diffuse della memoria signorelliana, dai luoghi di vita agli omaggi che la città continua a dedicargli nel tempo, a testimonianza di un legame profondo e duraturo.
Le tappe del percorso

Museo Diocesano
Tra le committenze cortonesi affidate a Luca Signorelli, una delle più complesse e significative fu quella promossa dalla Compagnia del Buon Gesù a partire dal 1512. L’artista fu incaricato di decorare la chiesa superiore della confraternita con un articolato ciclo pittorico dedicato ai momenti fondamentali della vita di Cristo, dall’Incarnazione fino all’istituzione dell’Eucaristia, tema centrale per la spiritualità della compagnia.
Fulcro del progetto fu la grande Comunione degli apostoli, collocata sull’altare maggiore, affiancata dalle tavole con l’Immacolata Concezione e la Natività, destinate agli altari laterali. Un insieme di opere concepito come percorso unitario, capace di coniugare profondità teologica e straordinaria forza narrativa.
Oggi questo importante nucleo è conservato nelle Sale del Signorelli, dove le opere, non più nella chiesa originaria, dialogano con altri dipinti dell’artista rimasti a Cortona e provenienti da chiese e complessi conventuali della città, offrendo una lettura coerente e approfondita della sua produzione matura.

MAEC
Il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona custodisce un nucleo fondamentale di opere di Luca Signorelli conservate nella collezione permanente del museo: il celebre Tondo Signorelli, l’Adorazione dei pastori e le due tavolette lignee. Capolavori che restituiscono con forza il legame profondo tra l’artista e la sua città natale e che permettono di leggere, anche a Cortona, momenti centrali della sua produzione.
Queste opere, sempre accessibili al pubblico e visitabili indipendentemente dal percorso espositivo temporaneo, rappresentano un punto di riferimento imprescindibile dell’itinerario cortonese, offrendo una continuità ideale tra la mostra, la collezione permanente e il racconto più ampio della presenza di Signorelli nel territorio.

San Niccolò
Le fonti attestano il rapporto di Luca Signorelli con la Compagnia di San Niccolò, della quale l’artista risulta verosimilmente membro. In questo contesto si colloca la realizzazione, attorno al 1510, di una singolare tavola dipinta su entrambi i lati, destinata all’altare maggiore della chiesa. Sebbene la documentazione non consenta una piena certezza attributiva, l’opera è ricordata già nel 1583 come “trasportabile”, suggerendone un utilizzo duplice: pala d’altare e, all’occorrenza, stendardo per le processioni.
Il dipinto presenta sul lato principale una composizione di straordinaria originalità, con il Compianto sul Cristo morto circondato dai santi Nicola, Francesco, Domenico, Michele Arcangelo e Girolamo; sul verso compare invece una Madonna in trono con il Bambino affiancata dai santi Pietro e Paolo. Un’opera che unisce intensità devozionale e forte impatto narrativo, rivelando pienamente la maturità espressiva di Signorelli.
All’interno della chiesa, sulla parete sinistra, si conserva inoltre un affresco attribuito alla bottega di Signorelli, ulteriore testimonianza della presenza e dell’influenza del Maestro in questo luogo.

San Domenico
Nella chiesa di San Domenico è conservata una pala di Luca Signorelli raffigurante la Madonna col Bambino con i santi Domenico e Biagio (?), accompagnati da due angeli, alla quale si aggiunge la figura del committente Giovanni Sernini. L’opera fu commissionata nel 1515 proprio da Sernini per la cappella di famiglia all’interno della chiesa, luogo che custodiva le reliquie di San Biagio, probabilmente identificabile nel santo raffigurato alla destra della Vergine.
Al momento dell’incarico Signorelli era ormai in età avanzata, ma accettò comunque una committenza di grande rilievo, legata a una figura di primo piano della vita ecclesiastica cortonese: Giovanni Sernini era stato da poco nominato vescovo di Cortona ed era protonotario apostolico di papa Leone X de’ Medici. A suggellare il legame tra artista e committente, Signorelli inserì nel dipinto il ritratto dello stesso Sernini, riconoscibile di profilo nella parte inferiore destra della composizione.

Il Palazzone
Negli ultimi anni della sua vita, Luca Signorelli fu chiamato a realizzare un’ultima, significativa committenza nei pressi di Cortona. Come ricorda Vasari, il cardinale Silvio Passerini desiderava arricchire con un’opera del Maestro la villa suburbana fatta edificare tra il 1519 e il 1522 appena fuori dalla città, nota come il Palazzone.
All’artista, ormai anziano, fu affidata la decorazione della piccola cappella situata accanto all’ingresso del piano nobile. Qui Signorelli dipinse sulla parete dell’altare il Battesimo di Cristo, affiancandovi, in posizione più elevata, la figura di una Sibilla, in un dialogo tra sacro e profezia che ben riflette la complessità del suo linguaggio maturo.
Il lavoro rimase però incompiuto: secondo la tradizione, Signorelli morì proprio mentre era impegnato negli affreschi, a seguito di una caduta dall’impalcatura. Un episodio che lega simbolicamente l’ultima fase della sua vita alla pratica stessa della pittura, chiudendo il percorso umano e artistico del Maestro alle soglie della sua città natale.

Chiesa Santa Maria delle Grazie al Calcinaio
Nel luglio del 1523 Giovanbattista Vagnucci affidò a Luca Signorelli la realizzazione di una pala destinata alla chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, dedicata al tema dell’Immacolata Concezione. Il progetto prevedeva la presenza, all’interno della composizione, dei due committenti: lo stesso Giovanbattista e il figlio Mauro, secondo una consuetudine diffusa nelle grandi commissioni devozionali del tempo.
Nonostante l’età avanzata, Signorelli elaborò il disegno per una monumentale Immacolata Concezione con sei profeti e i due committenti, oggi collocata sul terzo altare della navata sinistra della chiesa. L’opera avrebbe dovuto essere completata entro la Pasqua del 1524, ma la morte improvvisa dell’artista ne interruppe l’esecuzione.
La pala fu quindi portata a termine da un altro pittore, identificato tradizionalmente con Francesco Signorelli o con il cosiddetto Papacello, lasciando comunque leggibile l’impostazione ideata dal Maestro e segnando una delle ultime testimonianze del suo operare a Cortona.

Luca Signorelli e Cortona
Profondamente radicato a Cortona, Luca Signorelli vi mantenne sempre il centro della propria vita personale e professionale. In città conservò la residenza, assunse incarichi di rilievo nella gestione pubblica e organizzò stabilmente l’attività della sua bottega, intrecciando in modo duraturo la propria vicenda artistica con quella della comunità cortonese.
Di questa presenza continua restano ancora oggi tracce significative: dalla casa in cui visse, una piccola abitazione di proprietà – forse identificabile con l’attuale civico 12 di via San Marco – fino alla tomba, tradizionalmente collocata nella cappella di famiglia all’interno della chiesa di San Francesco, sebbene mai individuata con certezza.
Proprio per la chiesa di San Francesco Signorelli aveva realizzato diverse pale d’altare; quelle giunte fino a noi sono oggi conservate presso il Museo Diocesano di Cortona. Nel complesso conventuale, inoltre, il Centro Studi Frate Elia, con il patrocinio del Comune di Cortona e della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, ha allestito una mostra documentaria a libero accesso, visitabile nel chiostro, che approfondisce ulteriormente il rapporto tra l’artista, la città e il contesto storico in cui operò.
Itinerari culturali
L’Area archeologica del Sodo fa parte di uno degli itinerari culturali del MAEC su izi.Travel.



